Autunno/Inverno 26/27: denim giapponese, maglieria e capispalla per la nuova stagione
22 Settembre, 2026
Una stagione che attraversa tre geografie
La proposta per l'Autunno/Inverno di Public Store Padova si muove tra tre tradizioni sartoriali distanti mille chilometri l'una dall'altra ma unite dallo stesso approccio: materiali autentici, costruzioni pensate per durare, un'estetica che non insegue la stagione ma la attraversa. Al centro c'è il denim giapponese, con Momotaro, Big John e Orslow a raccontare tre modi diversi di lavorare la stessa materia prima. Accanto, la maglieria di Kepani e la sartorialità di Tela Genova portano rispettivamente il Giappone e Genova nel guardaroba invernale. I capispalla di You Must Create e Camplin coprono il freddo con letture diverse, dal tecnico londinese al lanoso italiano. Ai piedi, Paraboot: calzature francesi dal 1908, con suole in gomma prodotte in casa, una firma che il marchio non ha mai delegato a terzi.
Il denim giapponese: tre approcci alla stessa materia
Momotaro nasce a Kojima, capitale del jeans in Giappone, e lavora l'indaco come pochi altri. Il modello #400 Standard Wide è realizzato in tessuto TOKUNO BLUE, un denim rigid dal colore indaco profondo, pensato per essere indossato anche non lavato: i fili di trama più sottili rispetto all'ordito creano un contrasto cromatico distintivo, mentre un trattamento specifico riduce il restringimento dopo il primo lavaggio. La silhouette è la più ampia della proposta Momotaro, con una coscia generosa che si restringe dal ginocchio in una linea wide straight. Sulla parte alta, la Triple Stitch Chambray Shirt lavora un chambray selvedge leggero, di un indaco più chiaro rispetto al denim rigid, con cuciture a tre aghi e rolled stitch che richiamano il workwear, addolcite da un colletto compatto e da dettagli sartoriali.
Big John porta un'altra angolatura sulla stessa materia. Gli Ishikawaday Wide Denim recuperano l'atmosfera dei primi jeans made in Japan del marchio: un denim da 13 oz in cotone biologico africano, filato su una storica macchina Ishikawadai che produce una superficie volutamente irregolare, impossibile da replicare con la filatura uniforme contemporanea. La costruzione non-selvedge è una scelta dichiarata, un omaggio ai primi esemplari prodotti in Giappone dal marchio, valorizzata da cuciture arancioni e da una silhouette wide fit generosa su vita, fianchi e cosce. Orslow, dal canto suo, lavora sul recupero diretto del passato: il 105XX The 1950s è tessuto su vecchi telai con filati d'epoca, in un denim selvedge morbido e leggero rispetto al 105 standard, con una vestibilità più rilassata e una scoloritura che si costruisce naturalmente nel tempo.
Kepani, la maglieria che nasce dalla felpa
Kepani arriva dal Giappone con un'idea di maglieria che parte da un materiale insolito, la felpa, per costruire capi versatili e privi di stagionalità netta. L'Houston Waistcoat è un gilet con apertura frontale, una costruzione poco comune nel mondo della felpa che permette di indossarlo sopra una T-shirt o direttamente sopra un capo di maglieria; il colore è un marrone melange scuro, con bordi a contrasto in grigio chiaro sulle aperture. L'Albany Crew Cardigan lavora invece un cotone ciniglia raffia dalla mano morbida, in un color avorio naturale: un cardigan girocollo dalla costruzione unisex, semplice nella forma e per questo facile da inserire in qualsiasi combinazione.
Tela Genova, la sartorialità italiana reinterpretata
Tela Genova lavora sulla tradizione sartoriale genovese con un approccio che privilegia le proporzioni prima del dettaglio. Il Michele The Short Coat, in tonalità Earth, un verde oliva scuro dalla mano lanosa, reinterpreta i classici capispalla da lavoro in una silhouette corta ed essenziale, con collo a punta e tasche applicate: un capo che sposta il registro del capospalla da lavoro verso una costruzione più sartoriale. Sulla parte bassa, il Damasco Corduroy Wide Pleat Chino, in velluto a coste color panna, unisce i codici del workwear — la silhouette ampia, le pinces profonde — a una lavorazione più ricercata, tipica della ricerca di Tela Genova sui tessuti tradizionali italiani.
Capispalla per l'inverno: dal tecnico londinese al lanoso italiano
You Must Create, dal cuore di Londra, affronta la stagione con un approccio più funzionale. La Bonehead Jacket è una giacca leggera con cappuccio in un tessuto tecnico misto cotone riciclato, verde oliva scuro, con trattamento idrorepellente per la pioggia leggera, coulisse regolabili su cappuccio e fondo, tasche ampie a doppio accesso e bottoni in corozo, una fibra vegetale naturale; il taglio è oversize e unisex, pensato per la mezza stagione più che per il freddo intenso. Camplin lavora invece sul lato più caldo e strutturato del guardaroba invernale. L'Explorer Coat, in lana blu navy scuro, prende ispirazione dai capi tecnici da esplorazione con quattro tasche a pattina e una costruzione robusta ma dal design pulito. Il Wall Coat, sempre in navy, è la lettura più formale: un cappotto in lana pensata per il freddo intenso, con dettagli in pelle a contrasto su collo e tasche e una silhouette che richiama la tradizione navale britannica, il riferimento diretto del marchio quando si parla di giacche e cappotti italiani specializzati nel peacoat.
Ai piedi, Paraboot dal 1908
Paraboot chiude la proposta della stagione con quattro letture del proprio archivio. La Clusaz, ispirata alle scarpe tecniche da montagna degli anni Sessanta e Ottanta, porta in città uno scamosciato grigio-tortora su una costruzione con cuciture norvegesi, pensata per l'heritage outdoor più che per l'ufficio. L'Adonis, mocassino dalla cucitura a 45° e costruzione Goodyear, qui in un nero pieno che ne accentua la formalità, resta il capo più trasversale tra lavoro e tempo libero. La Michael, icona del marchio dal 1945, si presenta in una versione nera in pelle di cervo dalla grana pieno fiore, con la consueta costruzione norvegese e la calzata generosa che l'ha resa un classico attraverso le generazioni. Il Chambord, infine, è un modello golf dalla cucitura plateau a 45°, qui in un marrone cognac caldo: una forma generosa, adatta anche a piedi sottili, pensata per un uso più formale senza mai perdere la robustezza tipica della manifattura francese.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra un denim selvedge e uno non-selvedge come l'Ishikawaday di Big John?
Il selvedge è tessuto su telai a navetta stretti, che producono una cimosa autochiusa ai bordi del tessuto. La scelta non-selvedge di Big John per l'Ishikawaday è invece un omaggio dichiarato ai primi jeans made in Japan del marchio, quando questa tecnologia non era ancora lo standard: non è quindi un compromesso, ma una scelta storica precisa.
Come si abbina la maglieria Kepani nella stagione fredda?
Sia l'Houston Waistcoat che l'Albany Cardigan nascono come strati intermedi, pensati per essere indossati sotto una giacca più strutturata. Funzionano bene con i jeans giapponesi della stagione o con un pantalone più formale, mantenendo un registro informale.
Cosa distingue la costruzione norvegese usata da Paraboot sui modelli Clusaz, Michael e Chambord?
È una cucitura a vista che unisce tomaia e suola con un punto particolarmente robusto, pensata per offrire maggiore tenuta all'acqua e resistenza rispetto a una costruzione tradizionale. È lo stesso principio costruttivo che, unito alle suole in gomma prodotte internamente dal marchio, spiega la lunga durata delle calzature Paraboot nel tempo.
Il chino in velluto di Tela Genova è adatto solo alla stagione fredda?
Il velluto a coste è un tessuto tipicamente invernale, ma la silhouette ampia e la costruzione leggera del Damasco Corduroy ne permettono un uso anche nelle mezze stagioni, specialmente se abbinato a capi più leggeri nella parte superiore. Resta comunque un pantalone pensato per accompagnare i mesi più freddi, insieme al resto dei pantaloni della proposta invernale.
Che differenza c'è tra l'Explorer Coat e il Wall Coat di Camplin?
L'Explorer Coat è pensato con un'ispirazione più tecnica, da capo da esplorazione, con quattro tasche a pattina e una vestibilità più easy da indossare quotidianamente. Il Wall Coat è la lettura più formale e pesante, un vero cappotto invernale che richiama la tradizione navale britannica, adatto anche a occasioni più curate.
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